| progetto orto botanico |
| Scritto da Giuliana Creola |
| Martedì 29 Novembre 2011 12:57 |
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ORTO BOTANICO : pubblicazione della ricerca 30 marzo 2012 (scorri la pagina per visualizzare l'intero materiale) realizzata dalla classe 2B coordinata dalla Prof.ssa Angela Maria Vicario.
- visualizza lo schema e l'articolazione del progetto proposto dalla fondazione
Attività relative al progetto proposte dalla Fondazione - lunedì 28 novembre 2011 UDIENZA SPECIALE di S.S. Papa Benedetto XVI nella Sala Nervi del Vaticano riservata alle scuole aderenti al progetto . La classe 2b ha partecipato all'Udienza accompagnata dalla Prof.ssa Giuliana Creola
Sala Nervi 28 novembre 2011 classe 2b
foto ufficiali all'interno della Sala Nervi realizzate durante l'Udienza e inviate da Sorella Natura
momenti dell'incontro
L'orologio di Flora : il progetto Merito degli studi di Linneo
Mentre stava svolgendo il monumentale lavoro di classificazione di tutte le specie animali e vegetali allora conosciute, secondo la nuovissima nomenclatura binomiale (genere e specie), Linneo ebbe modo di osservare nei minimi dettagli i cicli biologici e i comportamenti di numerosissime piante: fu perciò quasi un gioco per l'eminente botanico identificare 24 piante i cui fiori sbocciano nelle 24 ore del giorno, così da realizzare un vero e proprio segnatempo, appunto l'Orologio di Flora, naturalmente valido per la latitudine di Uppsala. In questo orologio sui generis non sono necessarie lancette, rubini, quarzo o litio, ma solo la magica perfezione della Natura. A ogni ora, del giorno e della notte, corrisponde una specie vegetale, che ha la caratteristica di aprire i propri fiori circa in quell'orario della giornata: così il mezzogiorno viene rallegrato dalle bellissime corolle fucsia o rosse del fico degli Ottentotti (Carpobrotus acinaciforme), e la mezzanotte si illumina dei grossi fiori bianchi della regina della notte (Selenicereus grandiflora). Nei secoli passati l'Orologio di Flora, adattato nelle sue specie alla realtà climatica di ogni Paese europeo, riscosse un notevole successo presso la ricca nobiltà europea, i cui membri erano sempre in gara tra di loro per magnificienza e potenza: questo particolare divertissement valse la conquista di parecchi punti nella scala sociale (e di molti cuori femminili) da parte di svariati gentiluomini. Ciascuno con le proprie abitudini Esistono infatti, come tra gli uomini e gli animali, i fiori «allodola» e quelli «gufo». I primi si svegliano presto, ma altrettanto presto salutano per andare a dormire: bastano l'incipit dell'alba o i primi raggi solari a far schiudere tutte le Convolvulacee (dai convolvoli alle ipomee), gli elicrisi, il lino, la dicentra, le portulache e l'anagallide. Ci vuole il cocente sole del mezzodì per avere ragione del sonno di crisantemi, dalie, tutte le Aizoacee (mesembriantemi, Lampranthus, Dorotheanthus, ecc.). All'imbrunire si svegliano belle di notte (Mirabilis jalapa), enotere e alcune Cactacee. Gli orari di apertura e chiusura delle corolle sono per alcune specie (come l'eliotropio) predeterminati geneticamente, dunque indipendenti dalle condizioni meteorologiche e funzionali all'attività fisiologica di ogni specie, mentre per altre dipendono dal calore e dalla luce solari: quasi tutte le Composite (le margherite, per intenderci) hanno bisogno del calore del sole per attivare un meccanismo di apertura dei «petali» controllato dall'umidità dell'aria (meccanismo «igroscopico»), lo stesso che governa le corolle delle Aizoacee. A proposito di meccanismi igroscopici: se volete sapere che tempo farà l'indomani, riservate un angolo a una Carlina acaulis (funziona anche tagliata e ormai seccata, appesa alla porta di casa o conservata in un vaso senz'acqua), un Sonchus sibiricus, una Stipa pennata (lino delle fate) i quali, se prevedono pioggia, si comportano rispettivamente così: si chiudono anzitempo, rimangono aperti a oltranza anche di notte, distendono la spiga. Per le Cactacee invece la ragione dell'apertura notturna è differente: si aprono di notte per non perdere preziosa acqua, altrimenti fatta evaporare dagli sferzanti dardi solari, preservando la possibilità di fecondazione grazie alla complicità delle falene. Certo è che nulla viene lasciato al caso, in Natura... L'Orologio in giardino Realizzare nel giardino di casa un Orologio di Flora non è cosa semplicissima, ma è fattibile con qualche accorgimento. Condizioni essenziali sono: il clima, piuttosto mite (cioè senza grandi sbalzi di temperatura; per intenderci, il clima ideale è quello della Riviera ligure, delle coste toscane o del Meridione collinare), perché una parte delle piante che compongono l'orologio teme il freddo; l'altitudine, che non deve superare i 600 m; la posizione, soleggiata; e infine l'estensione di terreno a disposizione (almeno 25 mq). In alternativa, con un impatto scenografico decisamente meno coinvolgente, potete prevedere una serie di vasi, disposti a cerchio in giardino o allineati in rigoroso ordine orario lungo la ringhiera del balcone; se poi il clima non è clemente, potete piantare in vaso le specie più esigenti in fatto di temperatura (le Cactacee e le Aizoacee), così da tenerle all'aperto interrandole con tutto il contenitore nel quadrante durante la bella stagione e da estrarle per ripararle agevolmente in casa o in serra al sopraggiungere del freddo. Il disegno riporta l'elenco valido per l'Italia, con il relativo orario d'apertura: buona parte di esse sono piante ornamentali, annuali o perenni, reperibili con una certa facilità presso garden center; alcune invece crescono spontanee in natura: potete quindi cercare nei prati e nei boschi i semi (raccogliendo le corolle sfiorite da qualche giorno) di grespini (Sonchus tenerrimus), vilucchio (Convolvolus arvensis), salsèfrica (Tragopogon porrifolius), trifoglio, mordigallina (Anagallis arvenis), latte di gallina (Ornithogalum umbellatum), geranio di S. Roberto (Geranium robertianum) e alisso. La circonferenza esterna e i settori orari si possono delimitare con pietre, con le quali potrete anche disegnare i numeri delle ore: dedicherete la parte più interna del cerchio alle piante diurne (comunque visibili) e l'anello più esterno alle notturne; fate molta attenzione a cogliere l'unica notte in cui fioriscono le tre Cactacee fra le 22 e le 24: difficilmente nella stessa stagione avrete una seconda occasione! Il momento di massimo splendore dell'Orologio è tra maggio e luglio, quando sbocciano i fiori di quasi tutte le specie, con l'eccezione della brugmansia che fiorisce in agosto. Attenzione: naturalmente i vostri fiori segneranno l'ora solare, non quella legale in vigore... L'Orologio di Flora di Bacoli Il primo orologio floreale del Mezzogiorno, forse anche il primo in tutta Italia, è stato realizzato presso l'Azienda agricola II Ramo d'Oro a Bacoli (NA), come frutto della passione della titolare, Teresa Vitale. Di esse, alcune sono molto precise nel clima napoletano, altre meno, altre ancora sono «sotto osservazione». Il 23 giugno si tiene la Festa di Flora, odori e magia nella notte di S. Giovanni, un'occasione per ammirare l'orologio e assistere a uno spettacolo teatrale. Ideato da Carlo Linneo nella metà dell’Ottocento,l’orologio solare è uno strumento che scandisce le ore della giornata. L’orologio solare è un antico metodo per la misura del tempo nell’arco della giornata,nel linguaggio più comune è chiamato anche ‘’meridiana”, che presenta, però, alcune differenze:in primis bisogna osservare che la meridiana è sempre posizionata su un muro (strumento verticale) mentre l’orologio solare è orizzontale. Il nome “orologio di flora” trae origine dalla presenza di fiori che rappresentano la parte fondamentale dell’orologio stesso; infatti esso consiste in una parte di terreno diviso in 24 parti, anziché 12, in cui vengono piantate 24 differenti specie di fiori. Al centro di questa spazio c’è un’asta (chiamata gnomone) che proietta l’ombra generata dalla luce del sole sugli spicchi in cui il terreno è diviso. La lettura dell’ora sul quadrante solare è simile a quella di un comune orologio, dobbiamo, però, segnalare alcune diversità: l’unica lancetta è quella delle ore che viene segnalata dall’ombra dello gnomone, non possiamo identificare i minuti esatti, ma sono facilmente deducibili. L’ora dello stilo ruota attorno al suo punto d’incastro in senso antiorario,ovvero al contrario del normale movimento di una lancetta di un qualsiasi orologio; vedremo, quindi, al mattino l’ombra sul lato sinistro del quadrante, essa si sposterà verso destra con il passare delle ore. Bisogna ricordare che se si è in estate,con l’ora legale in vigore, si deve aggiungere un’ora a quella indicata dall’orologio di flora. Il motto è un elemento tradizionale di questi strumenti,esprime saggezza, antichi proverbi popolari o concetti legati alla religione.
L'orologio solare :
Ideato da Carlo Linneo nella metà dell’Ottocento,l’orologio solare è uno strumento che scandisce le ore della giornata. L’orologio solare è un antico metodo per la misura del tempo nell’arco della giornata,nel linguaggio più comune è chiamato anche ‘’meridiana”, che presenta, però, alcune differenze:in primis bisogna osservare che la meridiana è sempre posizionata su un muro (strumento verticale) mentre l’orologio solare è orizzontale. Il nome “orologio di flora” trae origine dalla presenza di fiori che rappresentano la parte fondamentale dell’orologio stesso; infatti esso consiste in una parte di terreno diviso in 24 parti, anziché 12, in cui vengono piantate 24 differenti specie di fiori. Al centro di questa spazio c’è un’asta (chiamata gnomone) che proietta l’ombra generata dalla luce del sole sugli spicchi in cui il terreno è diviso. La lettura dell’ora sul quadrante solare è simile a quella di un comune orologio, dobbiamo, però, segnalare alcune diversità: l’unica lancetta è quella delle ore che viene segnalata dall’ombra dello gnomone, non possiamo identificare i minuti esatti, ma sono facilmente deducibili. L’ora dello stilo ruota attorno al suo punto d’incastro in senso antiorario,ovvero al contrario del normale movimento di una lancetta di un qualsiasi orologio; vedremo, quindi, al mattino l’ombra sul lato sinistro del quadrante, essa si sposterà verso destra con il passare delle ore. Bisogna ricordare che se si è in estate,con l’ora legale in vigore, si deve aggiungere un’ora a quella indicata dall’orologio di flora. Il motto è un elemento tradizionale di questi strumenti,esprime saggezza, antichi proverbi popolari o concetti legati alla religione.
OROLOGIO DI FLORA
GRESPINO SFRANGIATO Il nome scientifico di tale pianta è Sonchus tenerrimus, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe dei Dicotyledones e alla famiglia delle Asteraceae. E' una pianta erbacea, annuale o perenne, che fiorisce in tutti i mesi dell'anno e sopravvive fino a 800 m d'altitudine. Può raggiungere un'altezza pari a 60 cm, presenta foglie pennatosette e fiori ligulati e gialli. E' considerata una sgradita pianta infestante nei giardini a causa della sua rapida crescita che viene altamente velocizzata dall'azione del vento che trasporta i suoi semi.
SCORZONERA BIANCA Il nome scientifico di tale pianta è Tragopogon porrifolius, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Asteraceae. È una pianta biennale, che cresce in suoli profondi soffici e freschi; viene seminata in primavera da Marzo a Maggio. Può raggiungere altezze di un metro, presenta foglie strette molto allungate di colore verde-grigio e fiori singoli e violetti.
CONVOLVOLO Il nome scientifico di tale pianta è Convolvulus arvensis, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Convolvulaceae. È una pianta erbacea perenne, rampicante o strisciante, che raggiunge a maturità una lunghezza di 0,5-2 m. E' considerata molto spesso un'erba infestante nei giardini a causa del soffocamento delle altre piante coltivate. Presenta foglie spiralate, lineari o cuoriformi, e fiori campanulati di colore bianco o rosa pallido, con cinque strisce radiali di un rosa leggermente più scuro. Il suo periodo di fioritura va da aprile a ottobre.
GIGLIO TURCO Il nome scientifico di tale pianta è Hemerocallis fulva, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Lilioliopsida e alla famiglia delle Hemerocallidaceae. Si tratta di una pianta erbacea perenne, di taglia media, che può raggiungere il metro d'altezza. La propagazione avviene per seme o per divisione dei cespi in autunno o in primavera prima della ripresa vegetativa.
GLORIA DEL MATTINO Il nome scientifico di tale pianta è Ipomoea purpurea, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Convolvulaceae. Si tratta di una pianta infestante, annuale e rampicante, il cui periodo di fioritura va dalla primavera inoltrata alla piena estate. Presenta foglie cuoriformi e fiori di colore porpora-violacei a forma di trombetta con la parte centrale sfumata di bianco. I fiori hanno la particolarità che si aprono al mattino ma si chiudono la sera, da ciò deriva il nome comune “Gloria del mattino”.
DENTE DI LEONE Il nome scientifico di tale pianta è Taraxacum officinalis, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Asteraceae. E' una pianta erbacea e perenne che può raggiungere 9 cm di altezza. Presenta foglie semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato; un fusto glabro e lattiginoso, con all'apice un fiore giallo-dorato. Ogni fiore è ermafrodita e di forma ligulata. La fioritura avviene in primavera ma si può prolungare fino all'autunno. L'impollinazione avviene tramite insetti pronubi, ma può avvenire anche grazie al vento.
FIORE DELLA PASSIONE Il nome scientifico di tale pianta è Passiflora caerulea, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Passifloraceae. E' una pianta di tipo rampicante che sopporta il gelo invernale e fiorisce nei mesi estivi da Giugno a Settembre. Presenta lunghe ramificazioni che le permettono di ancorarsi a qualsiasi tipo di terreno, foglie persistenti o semi-persistenti palmatofite di colore verde scuro, fiori attiniformi, ermafroditi con petali bianco rosati e una corona di filamenti bianchi, blu, lilla e violacei.
GAROFANO DI SPAGNA Il nome scientifico di tale pianta è Calendula officinalis, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Asteriaceae. E' una pianta comunissima il cui nome deriva dal termine romano “Calenda” che fa riferimento al ciclo mensile perché il fiore fiorisce una volta al mese. La pianta è riconoscibile dai suoi fiori: arancioni o gialli, dalla forma simile a quella della margherita. La moltiplicazione avviene con il seme, che è posto sotto la corolla del fiore aranciato. MARGHERITA AFRICANA Il nome scientifico di tale pianta è Osteospermum pluvialis, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Asteriaceae. E' una pianta erbacea perenne, non sempreverde che cresce in terreni sciolti, fertili e molto ben drenati. Puo' raggiungere i 60 cm di altezza e ha un periodo di fioritura che va dall'inizio della primavera fino ai primi freddi. Presenta densi cespi di foglie lanceolate, di colore verde chiaro, cerose e cuoiose, da cui nascono numerosissimi fusti su cui sbocciano fiori simili a margherite di colore rosa, bianco, giallo, rosso o viola. La riproduzione avviene piuttosto rapidamente e per mezzo del trasporto dei semi. GAZANIA Il nome scientifico di tale pianta è Gazania rigens, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Asteriaceae. E' una pianta che presenta foglie persistenti, lanugginose, sempre verdi nella pagina superiore e grigie argentate in quella inferiore, che da filiformi diventano spatolate e pubescenti man mano che crescono. La pianta si può riprodurre tramite semi o per divisione dei cespi.
STELLA DI BETLEMME Il nome scientifico di tale pianta è Ornithogalum umbellatum, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Lililiopsida e alla famiglia delle Liliaceae. E' la pianta più conosciuta del genere Ornithogalum e viene molto spesso usata con scopo ornamentale, per giardini e terrazzi. Fiorisce da marzo a giugno in prati, muri a secco e campi coltivati o incolti. Le pianta raggiunge generalmente altezze che vanno dai 30 agli 80 cm, è dotata di bulbo e di fiori a forma di stella, il più delle volte bianchi. I frutti sono a capsula esagonale.
FICO DEGLI OTTENTOTTI Il nome scientifico di tale pianta è Carpobrotus acinaciforme, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe delle Magnoliopsida e alla famiglia delle Aizoaceae. E' detta “pianta succulenta”, è una pianta perenne che si è diffusa sia in aree desertiche che in aree costiere mediterranee. La pianta predilige terreni sabbiosi, drenati e poco fertili e richiedono una posizione molto soleggiata. Il carpobrotus si sviluppa su cespugli prostrato-ascendenti molto ramificati, la fioritura molto abbondante produce fiori grandi, gialli, viola e bianchi. I frutti sono eduli. La propagazione avviene per seme e per talea.
MESEMBRIANTEMO Il nome scientifico di tale pianta è Delosperma cooperi, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Taxon e alla famiglia delle Aizoaceae. È una pianta perenne succulenta, che fiorisce in estate e autunno e esige assolutamente posizioni calde, soleggiate e terreni leggeri e ben drenati. Può raggiungere i 10-15 cm di altezza, presenta foglie spesse, di colore verde grigio che superano i 5 cm di lunghezza e fiori grandi e radiosi rosa a centro bianco. Rustica fino a – 8 C°, è ideale nelle scarpate, nei giardini rocciosi e come pianta coprisuolo in ambiente arido, ma è ottima anche per occupare gli spazi di terreno lasciati vuoti dalle altre piante nei primi piani delle bordure e nelle fioriere dei terrazzi assolati.
SCILLA MAGGIORE Il nome scientifico di tale pianta è Scilla peruviana, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Liliopsida e alla famiglia delle Liliaceae. È una pianta bulbosa, che fiorisce in primavera in luoghi aridi, nei prati vicino alle vecchie masserie nei pascoli. Può raggiungere i 25 cm d'altezza, presenta fiori di colore bianco o blu.
PORTULACA O PORCELLANA Il nome scientifico di tale pianta è Portulaca grandiflora, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia delle Portulacaceae. È una pianta perenne, che fiorisce in primavera e esige assolutamente posizione calde e soleggiate. Può raggiungere i 15-25 cm di altezza, presenta foglie carnose, grasse, di colore verde più o meno scuro, fiori a 5 petali, di vari colori, gialli, rosa, porpora o rossi e frutti a capsula, che si aprono nel mezzo liberando numerosi semi molto piccoli.
FILIGRANA COMUNE Il nome scientifico di tale pianta è Alyssum maritimum, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Dicotiledoni e alla famiglia delle Brassicaceae. È una pianta perenne erbacea, che fiorisce in gennaio e dicembre in climi secchi, nei campi e sui muri. Può raggiungere i 15 cm di altezza, presenta foglie piccole, di colore verde chiaro, talvolta grigiastro e fiori di colore bianco, porpora o rosati, delicatamente profumati, riuniti in racemi a forma di ombrello.
BELLE DI NOTTE Il nome scientifico di tale pianta è Miralibis jalapa, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia delle Nyctaginaceae. È una pianta erbacea tuberosa, che fiorisce da luglio a settembre in terreno fertile e ben drenato. Può raggiungere i 30 cm di altezza, presenta foglie di colore verde e a forma di cuore e fiori imbutiformi e pentalobati, senza calice ma costituiti da una corolla, che può essere di vari colori (giallo, rosso, rosa, bianco).
CAMPANELLE Il nome scientifico di tale pianta è Ipomea bona/nox, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia delle Convolvulaceae. È una pianta stagionale, che fiorisce in agosto in terreno fresco e ombreggiato. Può raggiungere i 5 cm di altezza, presenta foglie cuoriformi, fusti cosparsi di piccole protuberanze e fiori di colore bianco candido, con profumo dolce e inebriante, che possono misurare anche 14 cm di diametro e si aprono solo al crepuscolo per richiudersi alle prime luci dell’alba.
SILENE NOTTURNA Il nome scientifico di tale pianta è Silene noctiflora, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia Caryophyllaceae. È una pianta annuale, che fiorisce da giugno a settembre in suolo argilloso e ambiente acido, fino ai 1200 m di altitudine. Può raggiungere i 40 cm di altezza, presenta foglie obovate (inferiori) e ovate o lanceolate (superiori) e fiori di vari colori (giallo, rosa, bianco).
ERBA MISERIA Il nome scientifico di tale pianta è Tradescantia virginiana, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Liliopsida e alla famiglia Commelinaceae. È una pianta erbacea e viene coltivata come pianta pendente. Fiorisce in tarda primavera-inizio estate in terreno fertile e ben drenato. Presenta foglie lanceolate, consistenti e verdi e fiori con tre petali, più o meno grandi e dai colori che vanno dal bianco puro al rosso carminio e al blu violetto. Il nome deriva dal giardiniere di corte di Carlo I° d'Inghilterra: John Tradescant, che introdusse queste piante in Europa nel 1600.
STRAMONIO O ERBA DEL DIAVOLO Il nome scientifico di tale pianta è Datura Stramonium, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia Solanaceae. E' una pianta a fiore, che fiorisce tra luglio e ottobre in un terreno molto azotato ma non troppo sciolto, può raggiungere anche un metro di altezza. Presenta foglie semplici e alterne, di grandi dimensioni, picciolate, con lamina ovale e fiori ermafroditi, lunghi fino a 10 cm e solitari. La corolla è bianca, spesso con sfumature violacee. Questa pianta ha importanti poteri curativi, tuttavia la sua tossicità l'ha fatta escludere da molti repertori di piante medicinali.
ANEMONE MARGHERITA Il nome scientifico di tale pianta è Cereus, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia Cactaceae. È una pianta grassa molto rustica, ha sviluppo colonnare e tendenza a ramificare, fiorisce in primavera-estate in terreni aridi. Può raggiungere dimensioni di 9-10 cm e presenta foglie sempreverdi e fiori ermafroditi bianchi rosa o rossi e spesso profumati che si aprono solo la notte e sono di breve durata.
PIANTA DEL DESERTO Il nome scientifico di tale pianta è Echinopsis, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia Cactaceae. È una pianta grassa che fiorisce in estate ma solo se vive in un terreno asciutto e ben drenato. Ha una forma globulare e il fusto è globoso, spesso provvisto di costolature nelle quali si sviluppano le spine che altro non sono che le foglie trasformate che nascono da piccole protuberanze dette “areole”. Presenta fiori bianchi o rosati, talvolta profumati. REGINA DELLA NOTTE Il nome scientifico di tale pianta è Selenicereus grandiflorus, essa appartiene al regno Plantae e rispettivamente alla classe Magnoliopsida e alla famiglia Cactaceae. È una pianta grassa succulenta che fiorisce di notte in un terreno a formula fertile, ha uno sviluppo eretto, colonnare, può raggiungere i 3 m di altezza; in primavera, estate, autunno, inverno assume una colorazione bianca. Si tratta di piante sempreverdi, che quindi mantengono le foglie per tutto l'arco dell'anno. Si può coltivare in un clima freddo; infatti alcune specie possono sopportare temperature inferiori ai 5°C, ma solo se il terreno rimane completamente asciutto.
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